Palermo shooting: così Wenders racconta Palermo.
Leggi tutti gli articoli di Anastasia Mazzia
“Palermo shooting” e’ l’ultimo film di Wim Wenders, noto regista di “Il cielo sopra Berlino”, che uscirà nelle sale il 28 novembre. Il film e’ stato presentato all’ultimo festival di Cannes dove ha ricevuto molte critiche. Anche la critica d’oltreoceano ha ferocemente criticato questo film, accusando il regista di aver perso la sua ispirazione e la vena artistica.
La storia si ambienta a Palermo. Non la città della mafia, degli attentati, della povertà e dell’analfabetismo, come in genere viene ritratta dalla cronaca e dalla cinematografia. Palermo, con i suoi viottoli, il suo barocco, le sue mille chiese, i suoi confusionari mercati rionali, e’ la vera protagonista del film.
Finn, interpretato dalla rockstar tedesca Campino, e’ un fotografo di moda famoso. Il suo quotidiano e’ molto stressante: il cellulare è sempre in funzione, corre tutto il giorno, dorme pochissimo. Una sera resta vittima di un incidente automobilistico che poteva essergli fatale. Da quel momento la sua vita cambia. Abbandona le luci ed i fasti di Dusseldorf, Germania, per andare a Palermo con la scusa di un servizio fotografico con Milla Jovovich. A Palermo, però, tutto e’ diverso: il ritmo e’ più lento rispetto alla frenetica Germania, i colori ed i sapori sono più intensi.
Gli incubi del giovane Finn non scompaiono, si sente seguito e colpito da frecce d’argento scagliate da un essere misterioso. L’incontro con Flavia (Giovanna Mezzogiorno), una restauratrice impegnata su un grande affresco cinquecentesco raffigurante il trionfo della Morte, gli farà scoprire nuovi aspetti della vita. Tutto il film si basa proprio sulla morte e sulla vita. Wenders racconta, infatti, una città dalla doppia anima, rifugio quieto e al tempo stesso teatro di fantasmi della memoria, una città «che costringe a vivere il presente», una città-metafora sul senso del tempo. Come dice lo stesso regista: “Non credo di conoscere nessun altra città in cui il senso della vita è così forte. Forse perché è altrettanto forte il senso della morte. Solo a Palermo il protagonista capisce come vivere il presente. La questione del tempo sta diventando centrale nella mia vita. E ogni volta che vengo a Palermo per me significa fare un salto in un tempo diverso: è come se in questa città si fosse costretti a entrare in contatto con il tempo presente”.
Il messaggio del film e’ proprio un inno alla vita ed una riflessione sulla morte. Dove la vita diventa attesa per un finale che non e’ mai diverso.
Come molti critici hanno affermato la storia non e’ originale. Lo stesso Wim Wenders sembra essersi “trasformato in un mistico veggente di anime, per di più attirato dagli equivoci brividi dell’esotismo”. Sicuramente Wenders e’ cambiato, appare diverso.
Il film, però, e’ una poesia d’amore verso Palermo ed i suoi viottoli che non può lasciare indifferenti.