Imago Mortis: l’horror italo-spagnolo.
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Il 16 gennaio al cinema arriva “Imago Mortis” dell’esordiente regista Stefano Bessoni. Il film e’ un horror, una ghost story cupa ed avvincente che ruota attorno a una immaginifica tecnica fotografica denominata Thanatografia, elemento fantastico del film che si basa sulle sperimentazioni anatomiche reali del gesuita-ricercatore Athanasius Kircher nel Seicento. La Thanatografia nacque dall’ossessione che uno scienziato di nome Girolamo Fumagalli, nel 1600, aveva verso la riproduzione di immagini. Egli scoprì che uccidendo una vittima e rimuovendone la retina, dove si diceva venisse impressa l’ultima immagine scorta dalla persona, era possibile imprimerla su stampa.
La tecnica della Thanatografia e’, ancora tristemente, molto usata nelle scuole di cinema. Bruno (Alberto Amarilla) e’ uno studente spagnolo di regia presso la scuola internazionale di cinema Murnau. In questo periodo dell’anno, deve affrontare gli esami di fine anno con il tanto temuto professore Gustav Olinski, soprannominato Caligari a causa della sua fissazione per il cinema espressionista.
Bruno e’ orfano di entrambi i genitori e per poter affrontare la costosa retta dell’istituto lavora di notte presso l’archivio scolastico. L’unica valvola di sfogo che si concede e’ Arianna (Oona Chaplin), la sua fidanzata.
A causa dello stress per gli esami e stanco per i faticosi turni di notte all’archivio, Bruno inizia a soffrire di insonnia. Il giovane, ipersensibile e di indole visionaria, comincia a percepire strane cose, visioni, senza riuscire più a distinguere ciò che è reale da ciò che non lo è. Insieme ad Arianna, la sua fidanzata, scoprirà dopo una sanguinosa serie di omicidi il mistero che si cela dentro la scuola.
“Imago mortis” e’ un horror gotico, una favola nera che intreccia l’ossessione e l’ossessività delle immagini del cinema come nella fotografia.
Fanno parte del cast Alberto Amarilla, Geraldine Chaplin (“The Orphanage”), Leticia Dolera, Alex Angulo (“Il labirinto del Fauno”) e Jun Ichikawa (“La Terza Madre”).
La scuola, gli studenti, l’atmosfera greve e cupa, il mistero sono tutti elementi che ricordano i primi film di Dario Argento.
Maggio 20th, 2009 at 2:45 am
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