Le 13 Rose: troppe spine per una dolorosa pagina di storia.
Leggi tutti gli articoli di Anastasia Mazzia
<
Uscito due anni fa in Spagna, con un buon successo di pubblico e le nomination a 14 premi Goya, il film drammatico “Le tredici rose” uscira’ nelle sale italiane il prossimo 28 agosto. Tratto da una vera e triste pagina di storia spagnola, il film insegna come spesso sia facile sotterrare un passato scomodo.
Spagna 1939, le truppe di Franco entrano a Madrid e finisce la guerra civile spagnola. Molti repubblicani sono scappati dal Paese martoriato dalle bombe, ma altri, numerosi, restano e combattono. È il caso di tredici giovani ragazze, poco piu’ che vent’enni, che si preoccupano degli orfani e degli anziani.Le tredici giovani pero’ vengono accusate di avere aiutato la ribellione e di avere partecipato al complotto per assassinare Franco. Non ci sono prove per queste accuse, in quanto le giovani sono innocenti. Ma alcuni giorni prima del processo un membro della Forze Armate di Franco, la figlia e l’autista vengono uccisi. Cosi’ il nuovo regime franchista decide di dare una dura lezione: in migliaia cadranno davanti al plotone d’esecuzione, tra questi anche le giovani donne.
Il regista spagnolo Emilio Martínez Lázaro vuole raccontare la storia di cinque di esse per riscattare la memoria di tutte loro, vittime innocenti di un governo dittatoriale.
Nonostante il film sia molto attento alla ricostruzione storica scivola nel racconto convenzionale, non riuscendo a suscitare quell’emozione e quella rabbia che sarebbero necessari. Un tema importante, scottante per alcuni versi e nascosto o taciuto per molti anni, sarebbe dovuto esser trattato con maggior sensibilita’ ed intelligenza. Invece i dialoghi sono abbozzati, i personaggi restano superficiali, la trama risulta piatta e lenta.
Inoltre la semplificazione della struttura cinematografica scade nella banalita’: tutte le figure femminili del film sono idealiste, forti, coraggiose, mentre le figure maschili sono tutte negative. Dal commissario di polizia, perverso e corrotto, al giovane rivoluzionario che preferisce suicidarsi piuttosto che sottostare alle torture, sono tutti personaggi codardi, insensibili, stupidi.
Nel cast, oltre a importanti nomi spagnoli come Pilar López de Ayala e Verónica Sánchez, figurano anche tre attori italiani: Gabriella Pession che si lascia apprezzare nel ruolo di adolescente innocente, Adriano Giannini che interpreta il perverso commissario ed Enrico Lo Verso nei panni del giovane rivoluzionario.
Se obiettivamente Adriano Giannini e’ un bel vedere, sicuramente non e’ un bel sentire: troppo freddo ed inespressivo per un ruolo importante come il poliziotto.
“Le 13 Rose” poteva essere un film importante, in realta’ risulta un appuntamento mancato!
Il trailer:



Agosto 13th, 2009 at 11:47 pm
Concordo con la recensione.
Agosto 21st, 2009 at 5:11 pm
[...] ben tre registi, due produzioni e una co-produzione. Si tratta del notevole esordio nella regia di Adriano Giannini, che con Il gioco prende spunto da un racconto di Andrea Camilleri infondendo ad una storia [...]
Dicembre 12th, 2009 at 12:40 am
ciao Anastastasia
ho letto la tua recensione e sono andato a vedere il film…
Le 13 Rose…
sono perfettamente daccordo…un’occasione mancata
Marzo 10th, 2010 at 11:13 pm
io non sono d’accordo è bellissimo… non solo ricostruisce i detttagli della storia ma si preocupa di esprimere inoltre gli stati d’animo… i sentimenti dei personaggi! sono proprio le donne il fulcro centrale della storia e con loro la lotta per i propri ideali..!
figuratevi che io l’ho visto in spagnolo nn capendo i dialoghi, tuttavia mi ha colpito lo stesso!!