Un gioco da ragazze: CENSURATO!

“Un gioco da ragazze” e’ il primo film del regista Matteo Rovere, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Andrea Cotti. Il film partecipa, in concorso, al Festival Internazionale del Film di Roma 2008, è stato presentato in anteprima mondiale il 25 ottobre 2008 e uscirà nelle sale il 7 novembre.
La critica lo ha ferocemente condannato, la commissione ministeriale lo ha censurato.
Come “Albakiara”, anche “Un gioco da ragazze” ritrae la gioventù moderna, viziata e senza valori.
Elena (Chiara Chiti), Michela (Desirée Noferini) e Alice (Nadir Caselli), figlie dell’alta borghesia di una ricca città di provincia, sono studentesse di diciassette anni che frequentano una scuola privata. Sono belle, ricche, fashion addice, tossiche e anoressiche, fan di personaggi come Paris Hilton o Kate Moss.
La scuola diviene il loro palcoscenico quando arriva un nuovo professore, Mario Landi (Filippo Nigro). Il giovane professore cerca di cambiare le regole del gioco, vuole combattere il bullismo ed infondere qualche ideale ai suoi studenti. Ma la banda non e’ d’accordo, ed il professore cade vittima del loro gioco. Il film ritrae una realtà molto triste: giovani allo sbando, senza ideali né coscienza, senza cultura né religione, in un mondo senza adulti.
Il film e’ stato vietato ai minori di diciotto anni, per i suoi contenuti e “l’atmosfera che crea”. La società di distribuzione, la 01, ha già presentato ricorso urgente contro il divieto ai 18. Una limitazione che non solo taglia fuori il pubblico di adolescenti, ma impedisce parte della campagna promozionale: niente spot in tv, niente trailer “attaccati” alle pellicole che vanno nelle sale.
Uno degli sceneggiatori, Sandrone Dazieri sul suo blog, critica fortemente la censura affermando che molti film demenziali, come i cinepanettoni, o quelli estremamente violenti non vengono mai censurati, al contrario del suo film che e’ stato vietato perché “è considerato “pericoloso” per le giovani menti. Diseducativo. Come se il cinema dovesse sostituirsi alle famiglie, ai professori, ai preti… ” Condividere l’opinione dello sceneggiatore e’ facile: e’ più diseducativo portare un teenager a vedere atroci violenze e scene di sesso sul grande schermo o questo film? La censura e’ molto opinabile, dato che non si capisce con quali criteri operi.
Inoltre lo sceneggiatore mostra il suo malcontento perché afferma che il film era proprio per quei giovani che non potranno vederlo. Ritengo che un film del genere non sia per i giovani, ma per i loro genitori. Sono proprio quegli stessi adulti, quelli assenti nella pellicola, che dovrebbero affollare le sale cinematografiche per vedere chi e cosa sono i loro figli. I giovani già lo sanno, dato che si identificano con le protagoniste del film.
Bullismo, droga, anoressia: ma sono proprio così i giovani d’oggi?