“8” registi contro la povertà del mondo, sconfessati dall’ONU.

rom2.jpg8.jpegIl di Roma presenterà in e fuori concorso, il “8” sugli “Obiettivi di Sviluppo del Millennio”, programma delle per debellare la povertà nel mondo. Nel settembre del 2000, i governi delle si sono impegnati in otto obiettivi comuni al fine di ridurre della metà la povertà nel mondo, entro il 2015. Sradicare la povertà e la fame, garantire l’educazione primaria fondamentale, promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne, ridurre la mortalità infantile, migliorare la salute materna, combattere l’AIDS, garantire la sostenibilità globale, sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo sono gli otto punti cardine del programma “”.
Otto registi – , , , , , ’, e – sono stati coinvolti per trattare in modo personale ciascuno di questi otto differenti temi-obiettivi. Il film e’ un progetto francese girato in tutto il mondo, dagli Stati Uniti, all’Australia, all’Africa, per esprimere il proprio punto di vista raccontando, ognuno, uno degli Obiettivi di Sviluppo del Millennio che dovrebbero essere realizzati entro il 2015.
L’ Onu, che inizialmente aveva dato il suo patrocinio, ha deciso di scomunicare la pellicola in quanto offensiva per il mondo islamico.
La pietra dello scandalo sarebbe il cortometraggio di , la regista indiana che ha scelto di raccontare la vera storia di una donna che lascia marito e figlio per diventare la seconda moglie di un integralista.
I produttori hanno anche denunciato le per aver boicottato il film, tanto da “impedirgli di andare al Festival di Cannes ed in altri festival”.
L’obiettivo del film e’ di ricordare a tutti di rispettare gli impegni presi per migliorare le condizioni di vita dei popoli. La pellicola rispecchia gli otto stili diversi dei registi, accumunati da un unico obiettivo: spiegare gli obiettivi disattesi del programma “”.
Alcuni cortometraggi sono migliori di altri, alcuni più discutibili, altri più noiosi: questo e’ il rischio annunciato dei film collettivi. La e le critiche delle lasciano molto perplessi: la libertà di espressione e’ un principio della democrazia e della Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Loro interesse dovrebbe essere perseguire i governi firmatari a conseguire gli obiettivi prefissati, anche sensibilizzando i popoli su tali questioni.
Il regista ha sottolineato il punto dichiarando in conferenza stampa: “La soluzione a questi problemi non è nelle nostre o nelle vostre mani, ma in quelle di tutti i governi. Tutti noi possiamo impegnarci ed interessarci, noi ci abbiamo provato cercando di coinvolgere e sollecitare il grande pubblico a convincere i propri governi a rispettare le loro promesse”.
Il cinema serve anche a denunciare e neanche le possono metterlo a tacere.

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