“Drag me to hell” è oggi nei cinema

Uscirà oggi nelle sale italiane, dopo la ufficiale al Festival di Cannes 2009 nella sezione “Proiezioni di mezzanotte”.

Il regista, Sam Raimi, già regista per Spider Man, ha potuto gestire un cast eccezionale: Justin Long, Jessica Lucas, Alison Lohman, David Paymer, Reggie Lee, Fernanda Romero, Bojana Novakovic, Dileep Rao, Bill E. Rogers, Lorna Raver, Ksenia Jarova.

Il thriller narra la storia di Christine Brown (Alison Lohman). La donna è un’ambiziosa agente di banca di Los Angeles. È fidanzanta con l’affascinante professor Clay Dalton (Justin Long) e nella sua vita tutto sembra funzionare alla grande, perlomeno finché la misteriosa Mrs. Ganush (Lorna Raver) arriva in banca per chiedere un prolungamento della scadenza sul suo prestito. Christine si trova davanti ad un bivio: seguire i suoi istinti e concederà alla donna la richiesta o negargliela per fare colpo sul suo capo, Mr. Jacks (David Paymer), ed ottenere una promozione. La ragazza finisce per scegliere la soluzione più vantaggiosa per la sua carriera, umiliando la signora Ganush e facendole perdere la casa. Per vendicarli, la vecchietta scaglia contro Christine una potentissima maledizione, rendendole la vita un vero e proprio . Perseguitata da uno spirito maligno e senza essere creduta dal fidanzato, la ragazza cercherà l’aiuto di un veggente di nome Rham Jas (Dileep Rao) per salvare la sua anima dalla dannazione eterna. Per aiutarla Rham cercherà disperatamente di invertire l’incantesimo lasciato contro Christine, ma mentre le forze del male si fanno strada freneticamente, Christine dovrà affrontare un nuovo dilemma: fin dove sarà disposta a spingersi pur di spezzare la maledizione?

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Venezia: tutti impazienti per George Clooney


La proiezione del suo nuovo film avverrà domani, ma a Venezia sono già tutti impazienti.
arriverà a Venezia per presentare il suo nuovo film, The men who stare at goats, pellicola della sezione Fuori e ultima fatica di Grant Heslov.

Ecco per voi la della pellicola in proiezione domani alle ore 19.15 in e alle ore 20.30 al PalaBiennale.
Il giornalista Bob Wilton è a caccia della sua prossima storia quando si imbatte in Lyn Cassidy, un personaggio ombroso che afferma di far parte di un’unità militare sperimentale degli Stati Uniti. Secondo Cassidy, il New Earth Army sta cambiando il modo di fare la guerra. Una legione di “monaci guerrieri” con poteri psichici incomparabili è in grado di leggere i pensieri del nemico, passare attraverso le pareti e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola. Ora, il fondatore del programma, Bill Django, è e la missione di Cassidy è trovarlo. Affascinato dalle storie inverosimili delle sue nuove conoscenze, Bob decide impulsivamente di accompagnarlo nella ricerca. Quando i due inseguono Django fino a un campo di addestramento clandestino gestito dal sensitivo rinnegato Larry Hooper, il giornalista si trova intrappolato nel mezzo di una resa dei conti tra le forze del New Earth Army di Django e la personale milizia di eccezionali soldati di Hooper. Per sopravvivere a questa folle avventura, Bob dovrà raggirare un nemico che non avrebbe mai creduto possibile.

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Corto… Anzi, Cortissimo

Si apre oggi, lunedì 7 settembre, la programmazione di Corto Cortissimo, curata da Stefano Martina con la collaborazione di Giuliana La Volpe.

L’anteprima mondiale prevede la proiezione di Plastic Bag (che ha per protagonista, neanche a dirlo, un sacchetto di plastica…), visionario cortometraggio firmato da Ramin Bahrani.

presenza italiana nella sezione: tre registi, due produzioni e una co-produzione. Esordio nella regia di Adriano Giannini, che con “Il gioco” prende spunto da un racconto di Andrea Camilleri, o con Gianclaudio Cappai che, dopo il di “Purché lo senta sepolto” al Torino Film Fest nel 2006, si presenta a Venezia con “So che c’è un uomo”.
“Nuvole, mani” è la nuova, emozionante opera di Simone Massi.

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La Mostra ricorda Tullio Kezich

La Internazionale d’Arte Cinematografica ha ricordato nella proiettando il Il terrorista (1963), opera prima di Gianfranco De Bosio.
Il venne girato a Venezia e presentato alla 24esima edizione della .

è stato ricordato giovane, nel pieno della sua straordinaria e multiforme esistenza dedicata al e alla cultura.
, critico cinematografico, commediografo e sceneggiatore italiano, è mancato lo scorso 17 agosto a 81 anni e nella sua biografia si contano moltissime collaborazioni importanti con riviste cinematografiche come Sipario, , , e quodiani come La Repubblica e il Corriere della Sera.

Direttamente dalla vogliamo scrivere, qui di seguito, una commovente testimonianza di spiegava Irving Thalberg, produttore della MGM, che spiega la sua abitudine di non mettere il nome sui .
Fedele allo snobistico modello ho raramente firmato le mie produzioni anche quando mi sono costate fatiche sproporzionate, rotture di amicizie, lacrime e sangue. Non credo di essermi mai battuto come un leone per faccende che mi riguardavano direttamente, ma per difendere i miei e i miei registi ho aggredito, mentito, malversato. Riguardo al problema della firma, l’unica eccezione seria è stata appunto Il terrorista. Lo firmai per orgoglio ed esasperazione, proprio perché fu un’iniziativa portata avanti in mezzo a contrasti interni ed esterni. De Bosio lo conoscevo dalla di Venezia del ’46, lo ritrovai nel ’61 all’indomani della costituzione della “22 dicembre” e nacque l’idea di fargli fare un sulla sua esperienza di gappista. Per la sceneggiatura chiamammo Luigi Squarzina, che come autore di Tre quarti di luna era il più politicizzato dei drammaturghi nostrani. Per Gianfranco e Luigi affittammo una villetta al Lido, in modo che potessero scrivere la mattina e fare approfonditi sopralluoghi il pomeriggio. Tutto il fu girato sui luoghi veri, tranne la biblioteca di Ca’ Foscari ricostruita alla Icet di Milano. Agli attori di teatro (Carraro, Quaglio, Bosetti) affiancammo intellettuali (Giuseppe Sormani, Neri Pozza), figure olmiane (il ragazzo Roberto Seveso di Il tempo si è fermato, Carlo Cabrini di I fidanzati che fa la staffetta del protagonsita), figure felliniane Cesarino Miceli Picardi (Anouk Aimée). Per il ruolo primcipale contattammo Yves Montand, che sarebbe venuto volentieri insieme con la moglie Simone Signoret, ma chiedevano 60 milioni. Dopo aver riflettuto su Francisco Rabal e John Saxon, prendemmo Volontè per un milione e mezzo; e fu una decisione felicissima.
(, in ‘Ndemo in cine. tra pagina e set, a cura di Sergio Toffetti, Torino, Lindau, 1998)

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