Esce oggi nelle sale, e guardate un po’ proprio nel periodo di Halloween, Diary of the Dead, una pellicola in Italia ancora inedita ma che ha già scosso il pubblico americano nel 2008.
Il regista, George A. Romero, smentisce che questo sia il capitolo conclusivo della saga spettrale che aveva curato già nel ‘68 con l’uscita di La notte dei morti viventi.
La trama ricorda un po’ le leggende irlandesi sulla notte di Halloween: il terrore di vedere lungo il proprio cammino i morti tornare in vita, tanto che da questa credenza, nacque anche la tipica zucca scavata all’interno e illuminata da un lumino per fare luce e spaventare le creature tornate dall’aldilà.
Curiosando un po’ sul sito ufficiale di Amore 14 ho notato che dietro al terzo film di Federico Moccia c’è qualcosa di più che un semplice film da adolescenti come tanti pensano.
Non conoscendo il mondo “Mocciano” (come è stato definito da molti critici) ho cercato di capire meglio la storia, indagando anche sui motivi del grande successo che, ancora prima dell’uscita nelle sale, sta riscuotendo.
Ho visto così che abbinati al film, ci sono un libro, sempre redatto da Federico Moccia, la colonna sonora firmata da Alessandra Amoroso, idolo di mamme e ragazzine, e una gran serie di gadget e goodies: dai bracciali, ai poster, agli accessori per il pc e il cellulare e addirittura la colonna sonora per l’IPod.
Un successo quindi, che sembra già essere anticipato ma che vedrà Amore 14 nelle sale di tutta Italia a partire da venerdì: un’altra pellicola che, visti i precedenti, sembra quasi creare una saga.
I protagonisti sono dei ragazzi come tanti: c’è Alis, la ragazza più carina della scuola; Carolina, protagonista di Amore 14, e Clod, golosa di dolciumi e divertente. Le tre amiche affronterrano, nel corso della storia, quei piccoli litigi e le scaramucce tipiche degli adolescenti di oggi, con le loro contraddizioni e i grandi sogni nel cassetto.
Un modo per sognare a quattordici anni, e per chi li ha già passati da un pezzo, un modo per tornare ad averli solo per un paio d’ore.
III secolo d.C.: inizia in questo secolo la battaglia del primo ministro Cao Cao contro i regni del sud della Cina, una guerra violenta volta alla realizzazione di un sogno ambizioso, la realizzazione di un unico, grande Impero.
La pellicola è stata tratta da un romanzo, uno dei testi fondamentali dell’epos cinese trasposto su pellicola grazie al mestuoso lavoro del regista Woo che ha creato il suo ultimo lavoro con un budget da ottanta milioni di dollari, la produzione più costosa della storia del cinema cinese.
Nel film troveremo la storia dei grandi uomini, i loro valori e l’importanza per la religione e la parola della natura. Grande lo stile voluto dal regista: i combattimenti e le coreografie che rendono da sempre famosi i grandi eventi cinesi sono rappresentati e confermati anche nella storia che vedremo a partire da stasera in tutti i cinema italiani.
George Clooney, protagonista di Up in The Air e di notevoli e chiaccherati gossip sulla nostra Canalis, calpesterà il tappeto rosso del Festival del Cinema romano per segnare la sua partecipazione con il film in Concorso girato dal regista Jason Reitman.
Clooney veste i panni di Ryan Bingham, un esperto tagliatore di teste, in superlavoro e superstress per via della crisi.
Grande attesa per il film in concorso, firmato da un regista che aveva già stregato il pubblico romano con Juno, pellicola vincitrice del Premio Marc’Aurelio d’Oro.
In Concorso oggi ci saranno anche Chaque jour est une fête, film del libanese Dima El-Horr ambientato nelle strade di Beirut; e lo spagnolo After, firmato da Alberto Rodríguez, storia di Manuel, Ana e Julio, amici fin da adolescenti.
Sarkozy si dichiara contrario all’incarcerazione del regista Polanski, colpevole di aver molestato sesualmente una ragazzina di 13 anni nel 1978.
Il regista era stato fermato in Svizzera qualche mese fa e ancora oggi è aperta contro di lui una battaglia legale che lo vede in bilico tra la libertà e una vita diversa da quella portata avanti fino a ieri, immersa tra i riflettori e le telecamere.
Ora, accanto agli attori che si sono mobilitati per la sua libertà, si schiera anche il presidente di Francia Sarkozy che dice al quotidiano Le Figaro: “Capisco come tutti siano scioccati dall’accusa mossa verso Roman Polanski, ma non sarebbe un buon esempio di lavoro giudiziario compiere oggi quello che si sarebbe dovuto fare 32 anni fa, soprattutto ora che l’imputato ha 76 anni.”
Viola di Mare è una pellicola di Donatella Maiorca, un film in uscita oggi e atteso con grande trepidazione dal pubblico italiano. Sul set Valeria Solarino, Isabella Ragonese, Ennio Fantastichini, Giselda Volodi, Maria Grazia Cucinotta, Marco Foschi, Alessio Vassallo, Lucrezia Lante Della Rovere, Corrado Fortuna, Aurora Quattrocchi, Ester Cucinotti.
La storia narra la Sicilia dell’800, una regione bigotta e ancora occupata dai pregiudizi e dall’importanza dell’onore familiare. Un’unica donna creerà scompiglio tra le strade pudiche di una cittadina: questa è Angela, innamorata di Sara che, prima adolescente incompresa, poi donna cosciente e decisa, è costretta dalla famiglia con la complicità del parroco del paese, a diventare Angelo tagliandosi i capelli e fasciandosi il seno: una scelta che annulla l’io femminile della donna, un’identità forte che ha come unica colpa quella di avere dentro al cuore un amore omosessuale.
Arriva nelle sale italiane Orphan, horror diretto dal regista spagnolo Jaume Collet-Serra che uscirà in Italia il 16 ottobre.
Il film però, uscito nelle sale statunitensi il 24 luglio 2009, ha già suscitato non poche polemiche. Molte associazioni pro-adozione, infatti, hanno diretto molte accuse allo staff di produzione e al regista poiché colpevoli di aver diffuso paure e falsi stereotipi che possano far cambiare idea agli aspiranti genitori.
Un esempio? Oltre ai vari tentativi di boicottaggio, le associazioni pro-adozione hanno contattato il presidente della Warner Bros, Barry Meyer, chiedendogli di eliminare dal film la frase: “Dev’essere difficile amare un figlio adottivo allo stesso modo di uno tuo”, frase che la piccola Esther dice alla madre adottiva.
Sono passati più di dieci anni dall’uscita del film Independence Day, il noto film con gli attori Will Smith, Bill Pullman e Jeff Goldblum.
Il grande, e catastrofico, colossal in tutto il mondo aveva guadagnato ben più di 800 milioni di dollari, una cifra da capogiro che gli addetti ai lavori sperano di eguagliare.
Dopo molti anni finalmente il regista Roland Emmerich sembra essere interessato ad un sequel che vedrebbe, tra i protagonisti, anche questa volta l’attore Will Smith.
“Se si può fare il film senza Will Smith? No. Will è essenziale per noi, per questo film e anche per il pubblico. Certo la sua presenza richiede un budget più alto, ma lui è forse l’unico per cui ne valga la pena”.
Vi avevamo palrato pochi giorni fa della conferma del terzo episodio della saga dei Transformers ebbene, gli screzi tra la modella Megan Fox e Michael Bay continuano.
Questa volta però è della stampa statunitense e della Fox che vogliamo parlarvi: la modella è nuovamente nell’occhio del mirino e a quanto sembra, non dev’essere simpatica a molti nella Hollywood del “dietro le quinte”.
La stampa avrebbe già anticipato un ruolo molto breve per la Fox: l’attrice, che interpreta il ruolo di Mikaela Banes, morirebbe nel terzo episodio della saga. La Fox smentisce ma, secondo i maligni, la morte dell’attrice sarebbe stata una mossa del regista per render pan per focaccia alla noiosetta attrice.
Esce oggi nelle sale italiane La doppia ora, film diretto da Giuseppe Capotondi già presentato all’ultimo Festival di Venezia.
Il film, secondo le voci di corridoio di provenienza Usa, sarebbe piaciuto molto ai critici d’oltremare tanto che a detta di Nicola Giuliano della Indigo Film sarebbero molti i soggetti interessati all’acquisto. Molto contento il regista Capotondi e gli attori, curiosi di sapere chi potrà prendere il loro posto nel remake.
E in attesa di sapere come andrà a finire, ecco la trama del film, in uscita oggi:
La doppia ora racconta la storia di Sonia e Guido, due persone che vengono divise dalla morte proprio mentre si stanno innamorando.
Sonia è una cameriera annoiata dalla vita mentre Guido è un ex poliziotto che lavora come custode presso una villa: l’incontro tra i due è sureale, si incontrano ad uno speed date, locale abitudinario per Guido, novità un po’ imbarazzante per Sonia.